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Quiz Riservatezza, segreto professionale e protezione

Pagina aggiornata il 22 ottobre 2026. Manuale rivisto da Hana N., Quality Reviewer.

Qui trovi 25 quiz su Riservatezza, segreto professionale e protezione dei dati (Legislazione e organizzazione della professione infermieristica) per il concorso 60 Infermieri ASP Palermo, presi dalla banca dati del nostro manuale (quesiti pubblicati dall'ente (ASP Palermo)). Prova a rispondere prima, poi apri la risposta con il commento. Per allenarti a tempo usa il simulatore.

La prova in breve
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Prova scrittaserie di quiz a risposta multipla sulle materie previste per le prove d'esame. Per superarla: ammessi alla prova successiva i primi 550 candidati in graduatoriaBando · letto il 20 ottobre 2026
Banca dati3000 quesiti pubblicati dall'enteASP Palermo · letto il 20 ottobre 2026

25 quiz su Riservatezza, segreto professionale e protezione dei dati con risposta e commento

  1. 1. Un adulto richiede e accetta una prestazione sanitaria. I dati sulla salute sono trattati dai professionisti coinvolti, soggetti al segreto professionale, esclusivamente per quanto necessario a quella prestazione. Il caso non riguarda FSE, dossier sanitario o usi ulteriori. Quale affermazione distingue correttamente consenso alla cura e trattamento dei dati? (quesito 658)

    • A) Il consenso informato alla prestazione costituisce anche l'autorizzazione al trattamento dei dati sulla salute, comprese finalità ulteriori, purché il titolare sia una struttura sanitaria.
    • B) Il trattamento dei dati sulla salute richiede un distinto consenso privacy anche quando è necessario alla prestazione richiesta, perché il segreto professionale non modifica tale requisito.
    • C) Il trattamento dei dati necessario alla prestazione può avvenire senza distinto consenso privacy, e tale base giuridica permette di eseguire la cura senza acquisire il relativo consenso.
    • D) Per i dati necessari alla prestazione richiesta non occorre un distinto consenso privacy; restano gli obblighi informativi e le condizioni previste per il consenso alla cura.
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    Risposta giusta: D) Per i dati necessari alla prestazione richiesta non occorre un distinto consenso privacy; restano gli obblighi informativi e le condizioni previste per il consenso alla cura.

    I dati necessari alla prestazione richiesta si trattano senza distinto consenso privacy, per finalità di cura e con obblighi informativi. Il consenso alla cura non copre usi ulteriori, e il segreto professionale non sostituisce né elimina il consenso alla prestazione.

  2. 2. Un paziente competente autorizza la condivisione con il familiare delle sole informazioni necessarie alla gestione della terapia dopo la dimissione. Il familiare chiede anche dettagli su diagnosi e prognosi. Qual è la condotta più appropriata? (quesito 679)

    • A) Verificare quali informazioni il familiare conosce già e confermare quelle già note.
    • B) Fornire le informazioni aggiuntive quando possono aiutare il familiare a sostenere il paziente.
    • C) Rispettare l'ambito autorizzato dal paziente, condividendo soltanto le informazioni comprese nel consenso espresso.
    • D) Evitare qualsiasi comunicazione con il familiare perché l'autorizzazione non comprende l'intero quadro clinico.
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    Risposta giusta: C) Rispettare l'ambito autorizzato dal paziente, condividendo soltanto le informazioni comprese nel consenso espresso.

    Il consenso del paziente delimita l'ambito della condivisione: si comunicano solo le informazioni autorizzate. Ampliare per aiutare il familiare, confermare dati già noti o rifiutare ogni contatto tradiscono la volontà espressa.

  3. 3. Nel trattamento dei dati sanitari, quale principio del GDPR richiede di utilizzare dati adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario? (quesito 709)

    • A) Limitazione della conservazione.
    • B) Portabilità dei dati.
    • C) Esattezza.
    • D) Minimizzazione dei dati.
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    Risposta giusta: D) Minimizzazione dei dati.

    La minimizzazione richiede dati adeguati, pertinenti e limitati al necessario. La limitazione della conservazione riguarda i tempi, l'esattezza la qualità del dato, la portabilità la trasmissione ad altro titolare.

  4. 4. Durante una consegna sono presenti professionisti coinvolti nel caso e altri operatori non coinvolti. Quale comportamento applica meglio pertinenza e minimizzazione? (quesito 710)

    • A) Condividere con i professionisti coinvolti le informazioni pertinenti a continuità e sicurezza dell'assistenza.
    • B) Condividere tutte le informazioni cliniche disponibili con i presenti, poiché operano nella stessa unità.
    • C) Rinviare la consegna a un momento successivo, trasmettendo le informazioni solo per iscritto.
    • D) Limitare la consegna ai soli dati clinici, omettendo rischi e interventi in corso per brevità.
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    Risposta giusta: A) Condividere con i professionisti coinvolti le informazioni pertinenti a continuità e sicurezza dell'assistenza.

    Pertinenza e minimizzazione impongono di condividere solo con i professionisti coinvolti i dati necessari a continuità e sicurezza. Diffondere tutto ai presenti, omettere rischi o rinviare per iscritto non risponde allo scopo.

  5. 5. Un familiare telefona chiedendo informazioni cliniche dettagliate su un paziente competente. Non è immediatamente verificabile se sia autorizzato a riceverle. Qual è la condotta più appropriata? (quesito 721)

    • A) Confermare soltanto le informazioni già conosciute dal familiare dopo averne verificato l'identità.
    • B) Comunicare le informazioni dopo averne verificato l'identità, poiché il legame familiare costituisce titolo sufficiente.
    • C) Fornire notizie generali sull'andamento clinico, rinviando i dettagli a quando l'autorizzazione sarà verificata.
    • D) Verificare identità e autorizzazione secondo le procedure prima di comunicare informazioni cliniche.
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    Risposta giusta: D) Verificare identità e autorizzazione secondo le procedure prima di comunicare informazioni cliniche.

    Prima di comunicare dati clinici occorre verificare identità e autorizzazione secondo le procedure. Il legame familiare non è titolo sufficiente, e fornire notizie generali o confermare ciò che il familiare già sa non sostituisce la verifica.

  6. 6. Quale situazione rappresenta una violazione evitabile della riservatezza? (quesito 722)

    • A) Lasciare visibili a persone non autorizzate dati sanitari identificativi.
    • B) Consultare i dati necessari per assistere il paziente assegnato.
    • C) Condividere informazioni pertinenti durante un handover protetto.
    • D) Documentare una variazione clinica nella cartella del paziente.
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    Risposta giusta: A) Lasciare visibili a persone non autorizzate dati sanitari identificativi.

    Lasciare visibili dati sanitari identificativi a persone non autorizzate viola la riservatezza. Consultare i dati necessari, condividere informazioni nel handover protetto e documentare in cartella sono attività legittime e previste.

  7. 7. Quale principio descrive correttamente il dovere di riservatezza professionale dell'infermiere? (quesito 734)

    • A) Le informazioni possono essere condivise con numerosi professionisti della struttura purché riguardino un paziente ricoverato.
    • B) Il dovere di riservatezza cessa con la dimissione, salvo dati espressamente classificati come sensibili.
    • C) Le informazioni apprese nell'assistenza devono essere protette e comunicate quando esiste una base legittima, nei limiti pertinenti allo scopo.
    • D) La riservatezza riguarda soprattutto diagnosi e terapia, mentre i dati assistenziali possono essere comunicati più liberamente.
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    Risposta giusta: C) Le informazioni apprese nell'assistenza devono essere protette e comunicate quando esiste una base legittima, nei limiti pertinenti allo scopo.

    La riservatezza impone di proteggere le informazioni apprese nell'assistenza e di comunicarle solo con base legittima e nei limiti dello scopo. Non cessa alla dimissione e non distingue tra dati diagnostici e assistenziali.

  8. 8. L'accesso alla cartella di un paziente da parte di un professionista non coinvolto nell'assistenza, per semplice curiosità, è: (quesito 747)

    • A) Consentito se l'accesso non modifica la documentazione e non comporta stampa o esportazione di dati.
    • B) Consentito quando il professionista appartiene alla stessa struttura, purché non utilizzi o diffonda le informazioni consultate.
    • C) Ammissibile dopo la dimissione se il caso ha finalità di aggiornamento professionale informale.
    • D) Non giustificato e contrario ai principi di protezione dei dati.
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    Risposta giusta: D) Non giustificato e contrario ai principi di protezione dei dati.

    L'accesso alla cartella è consentito solo a chi partecipa all'assistenza del paziente. La curiosità personale non è una finalità legittima, e non basta appartenere alla stessa struttura, non modificare i dati o proporre un aggiornamento informale.

  9. 9. Un paziente adulto chiede che una diagnosi non venga comunicata ai familiari. Qual è la condotta corretta? (quesito 2417)

    • A) Consentire al caregiver l'accesso completo alla documentazione perché presta assistenza.
    • B) Rispettare la riservatezza e condividere dati con terzi se autorizzati o su base giuridica.
    • C) Informare il coniuge perché il legame familiare prevale.
    • D) Comunicare almeno la diagnosi senza dettagli clinici.
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    Risposta giusta: B) Rispettare la riservatezza e condividere dati con terzi se autorizzati o su base giuridica.

    La riservatezza tutela il paziente anche verso i familiari: i dati si condividono solo con autorizzazione o su base giuridica. Non si informa il coniuge né si apre la documentazione al caregiver.

  10. 10. Durante una consegna al letto sono presenti altri pazienti e visitatori. Quale principio deve guidare la comunicazione? (quesito 2418)

    • A) Comunicare le informazioni necessarie limitando l'esposizione a persone non autorizzate.
    • B) Evitare ogni consegna al letto anche se organizzata in modo riservato.
    • C) Trasmettere la maggior parte dei dati perché la consegna assistenziale prevale sulla privacy.
    • D) Chiedere agli altri pazienti di non ascoltare e proseguire senza modifiche.
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    Risposta giusta: A) Comunicare le informazioni necessarie limitando l'esposizione a persone non autorizzate.

    La consegna al letto deve limitare l'esposizione: si comunicano solo le informazioni necessarie, evitando che non autorizzati ascoltino. Non si trasmettono tutti i dati né si evita ogni consegna.

  11. 11. Il trattamento di dati sanitari necessario alla prestazione di cura richiede sempre il consenso privacy del paziente come base giuridica? (quesito 2419)

    • A) No: per la cura operano basi giuridiche specifiche e resta il dovere di riservatezza.
    • B) No, perché qualunque professionista della struttura può accedere ai dati necessari alla cura anche senza pertinenza rispetto al proprio ruolo.
    • C) Sì, perché i dati sanitari sono categorie particolari.
    • D) Sì, per ogni singola consultazione della cartella.
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    Risposta giusta: A) No: per la cura operano basi giuridiche specifiche e resta il dovere di riservatezza.

    Per la cura dei dati sanitari operano basi giuridiche specifiche, non sempre il consenso privacy; resta il dovere di riservatezza. L'accesso resta comunque legato a pertinenza e ruolo.

  12. 12. Quale comportamento è più coerente con il principio di minimizzazione? (quesito 2420)

    • A) Registrare informazioni personali ulteriori rispetto alla finalità corrente per eventuali necessità future.
    • B) Condividere l'intera cartella con ogni professionista della struttura.
    • C) Trattare e condividere i dati pertinenti e necessari rispetto alla finalità assistenziale e al ruolo autorizzato.
    • D) Conservare copie locali non protette per facilitare il lavoro.
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    Risposta giusta: C) Trattare e condividere i dati pertinenti e necessari rispetto alla finalità assistenziale e al ruolo autorizzato.

    La minimizzazione impone di trattare solo dati pertinenti e necessari alla finalità e al ruolo autorizzato. Condividere l'intera cartella, copie non protette o dati extra viola il principio.

  13. 13. Un professionista consulta la cartella di un conoscente non assistito per curiosità. Quale valutazione è corretta? (quesito 2421)

    • A) È lecito se non comunica le informazioni ad altri.
    • B) È improprio senza necessità assistenziale o autorizzazione.
    • C) È lecito quando il paziente è già noto personalmente.
    • D) È accettabile se il professionista lavora nella stessa struttura.
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    Risposta giusta: B) È improprio senza necessità assistenziale o autorizzazione.

    Consultare la cartella senza necessità assistenziale né autorizzazione è improprio, anche se il paziente è conosciuto o si lavora nella stessa struttura. La curiosità non è base giuridica.

  14. 14. Un infermiere pubblica una foto di un caso clinico senza nome, ma con dettagli che rendono il paziente riconoscibile nel contesto locale. Qual è il problema principale? (quesito 2422)

    • A) La rimozione della data di ricovero rende il caso sufficientemente anonimo
    • B) La re-identificazione può violare riservatezza e protezione dei dati
    • C) Il problema principale è l'assenza di autorizzazione formale del coordinatore
    • D) La pubblicazione è accettabile se l'account limita la visibilità ai propri contatti
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    Risposta giusta: B) La re-identificazione può violare riservatezza e protezione dei dati

    Dettagli di contesto possono rendere riconoscibile il paziente anche senza nome: la re-identificazione viola riservatezza e protezione dati. Non basta limitare la visibilità o togliere la data.

  15. 15. Quale principio dovrebbe guidare l'uso di strumenti di messaggistica per informazioni sanitarie? (quesito 2423)

    • A) Inviare immagini cliniche dal telefono personale se urgenti.
    • B) Usare canali autorizzati, limitando dati e destinatari.
    • C) Preferire messaggi vocali perché non restano documentati.
    • D) Usare un'applicazione personale se il messaggio viene cancellato subito dopo l'invio.
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    Risposta giusta: B) Usare canali autorizzati, limitando dati e destinatari.

    Per i dati sanitari servono canali autorizzati, con dati e destinatari limitati. Telefono personale, app private o messaggi vocali non garantiscono riservatezza e tracciabilità.

  16. 16. La riservatezza impedisce ai professionisti coinvolti nella cura di condividere informazioni pertinenti? (quesito 2424)

    • A) Sì, se lavorano in unità diverse.
    • B) Sì, salvo consenso scritto per ogni passaggio.
    • C) No: la condivisione per la cura è possibile tra soggetti autorizzati.
    • D) No, ma autorizza la condivisione indiscriminata all'intera struttura.
    Mostra risposta e commento

    Risposta giusta: C) No: la condivisione per la cura è possibile tra soggetti autorizzati.

    La riservatezza non impedisce la condivisione necessaria alla cura tra soggetti autorizzati e coinvolti. Non serve un consenso scritto per ogni passaggio, né è ammessa la diffusione indiscriminata.

  17. 17. Per utilizzare una fotografia clinica identificabile a fini didattici non necessari alla cura, quale criterio è essenziale? (quesito 2441)

    • A) Eliminare il nome del file, considerando così sufficientemente anonimizzata un'immagine ancora riconoscibile.
    • B) Usare una base legittima e, quando richiesto, un consenso informato specifico per la finalità didattica.
    • C) Ritenere sufficiente il consenso generale al ricovero, perché l'immagine documenta una condizione sanitaria reale.
    • D) Scattare la foto con il dispositivo personale e trasferirla successivamente su un sistema aziendale.
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    Risposta giusta: B) Usare una base legittima e, quando richiesto, un consenso informato specifico per la finalità didattica.

    Per fini didattici serve una base giuridica e, quando richiesto, consenso specifico per quella finalità. Il consenso al ricovero non copre l'uso didattico. Il dispositivo personale non è idoneo. Cancellare il nome del file non rende anonima un'immagine riconoscibile.

  18. 18. Durante una procedura, un operatore vorrebbe usare il proprio smartphone per fotografare una lesione da inserire successivamente nella documentazione. Qual è il comportamento più appropriato? (quesito 2442)

    • A) Usare strumenti autorizzati dall'organizzazione, sicuri e coerenti con la finalità assistenziale.
    • B) Utilizzare il dispositivo personale se la fotografia viene cancellata subito dopo l'upload.
    • C) Scattare l'immagine senza volto, perché l'assenza del volto esclude la possibilità di identificazione.
    • D) Chiedere il consenso verbale e utilizzare un dispositivo personale se l'immagine è clinicamente utile.
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    Risposta giusta: A) Usare strumenti autorizzati dall'organizzazione, sicuri e coerenti con la finalità assistenziale.

    Vanno usati strumenti autorizzati dall'organizzazione, sicuri e conformi alla finalità assistenziale. Il dispositivo personale non è idoneo anche se si cancella subito. L'assenza del volto non esclude l'identificazione. Il consenso verbale non basta con dispositivo personale.

  19. 19. Due professionisti discutono dettagli clinici identificabili in ascensore, ritenendo che nessuno dei presenti conosca il paziente. Quale principio è più appropriato? (quesito 2477)

    • A) La riservatezza si applica a documenti e sistemi informatici, non alle conversazioni orali.
    • B) È sufficiente parlare a bassa voce, senza considerare il luogo e i dettagli utilizzati.
    • C) La discussione è accettabile se non viene pronunciato il cognome completo del paziente.
    • D) Condividerle in contesti che limitino l'esposizione a persone non autorizzate.
    Mostra risposta e commento

    Risposta giusta: D) Condividerle in contesti che limitino l'esposizione a persone non autorizzate.

    La riservatezza vale anche per le conversazioni: i dati vanno condivisi solo in contesti che limitino l'ascolto da non autorizzati. Non è limitata ai sistemi informatici, il cognome o il volume basso non bastano.

  20. 20. Un familiare invia da un indirizzo e-mail personale una richiesta di informazioni cliniche dettagliate sul paziente ricoverato. Qual è l'approccio più appropriato? (quesito 2478)

    • A) Inviare informazioni generali sul decorso purché non siano allegati referti o documenti clinici
    • B) Rispondere quando il richiedente dichiara di essere il caregiver principale e utilizza un indirizzo nominativo
    • C) Verificare identità, autorizzazione e canale previsto dall'organizzazione prima di rispondere
    • D) Rispondere se il mittente conosce dati anagrafici sufficienti a dimostrare il rapporto familiare
    Mostra risposta e commento

    Risposta giusta: C) Verificare identità, autorizzazione e canale previsto dall'organizzazione prima di rispondere

    Prima di rispondere occorre verificare identità, autorizzazione e canale previsto dall'organizzazione. Dati anagrafici, informazioni generiche o dichiarazioni del caregiver non provano il diritto di ricevere dati clinici via e-mail personale.

  21. 21. Durante il turno, una postazione con cartella clinica aperta è visibile a visitatori in transito. Quale misura è più appropriata? (quesito 2479)

    • A) Proteggere sessione e visualizzazione da accessi o osservazioni non autorizzate.
    • B) Ridurre la luminosità del monitor, perché rende meno leggibili i dati a distanza.
    • C) Lasciare la schermata aperta se l'operatore si allontana per meno di cinque minuti.
    • D) Usare un account condiviso per consentire ai colleghi di chiudere rapidamente la schermata.
    Mostra risposta e commento

    Risposta giusta: A) Proteggere sessione e visualizzazione da accessi o osservazioni non autorizzate.

    Sessione e schermo vanno protetti da accessi e osservazioni non autorizzate, con blocco e schermatura. Lasciare aperto, ridurre la luminosità o usare account condivisi non tutela i dati.

  22. 22. Un infermiere racconta a un amico un caso «interessante» senza nome, ma specifica reparto, professione, età e circostanze rare che permettono di riconoscere la persona. Qual è la valutazione più appropriata? (quesito 2480)

    • A) È lecito se l'amico promette di non riferire a sua volta il caso.
    • B) È problematico se la persona interessata viene effettivamente a conoscenza della conversazione.
    • C) I dettagli combinati possono rendere identificabile la persona.
    • D) È lecito perché non viene comunicato un identificatore anagrafico diretto.
    Mostra risposta e commento

    Risposta giusta: C) I dettagli combinati possono rendere identificabile la persona.

    La combinazione di dettagli rari (reparto, età, circostanze) può rendere identificabile la persona anche senza nome: è violazione della riservatezza. La promessa dell'amico o la mancata conoscenza non la rendono lecita.

  23. 23. Un professionista può consultare i dati sanitari di una persona soltanto perché lavora nella stessa azienda che li conserva? (quesito 2493)

    • A) No, salvo che il paziente abbia firmato un consenso generale che autorizzi indiscriminatamente tutti i dipendenti dell'azienda.
    • B) Sì, purché non stampi né condivida le informazioni consultate.
    • C) Sì, se utilizza credenziali personali e il sistema registra l'accesso.
    • D) No: l'accesso richiede funzioni autorizzate e una necessità pertinente.
    Mostra risposta e commento

    Risposta giusta: D) No: l'accesso richiede funzioni autorizzate e una necessità pertinente.

    Il solo rapporto di lavoro non legittima l'accesso: servono funzioni autorizzate e pertinenza rispetto al compito. Non basta non stampare, usare credenziali personali o un consenso generico e indiscriminato, che non è valido.

  24. 24. Un collega chiede temporaneamente username e password per registrare un'attività urgente. Quale risposta è più appropriata? (quesito 2494)

    • A) Non condividere credenziali personali e usare percorsi che garantiscano accesso individuale e tracciabilità.
    • B) Condividerli se il collega appartiene allo stesso profilo professionale e li usa per pochi minuti.
    • C) Accedere personalmente e lasciare la sessione aperta affinché il collega completi la registrazione.
    • D) Condividerli ma modificare la password al termine del turno.
    Mostra risposta e commento

    Risposta giusta: A) Non condividere credenziali personali e usare percorsi che garantiscano accesso individuale e tracciabilità.

    Le credenziali sono personali e non si condividono: ogni accesso deve restare individuale e tracciabile. Condivisione temporanea, cambio password o sessione lasciata aperta non garantiscono attribuzione e sicurezza.

  25. 25. L'audit dei log informatici mostra accessi ripetuti a cartelle non correlate all'attività del professionista. Quale interpretazione è più appropriata? (quesito 2495)

    • A) La registrazione automatica dei log sostituisce la necessità di valutare la finalità degli accessi.
    • B) La pertinenza dell'accesso deve essere verificata; la mera possibilità tecnica non equivale ad autorizzazione.
    • C) Gli accessi sono giustificati se effettuati fuori dall'orario di lavoro, quando non interferiscono con l'assistenza.
    • D) Gli accessi sono legittimi se non risultano modifiche ai dati.
    Mostra risposta e commento

    Risposta giusta: B) La pertinenza dell'accesso deve essere verificata; la mera possibilità tecnica non equivale ad autorizzazione.

    La possibilità tecnica di accedere non equivale ad autorizzazione: va verificata la pertinenza rispetto all'attività. I log non sostituiscono la valutazione della finalità, e assenza di modifiche o orario notturno non giustificano.

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Domande frequenti

Questi quiz sono quelli ufficiali?

Sono quesiti pubblicati dall'ente (ASP Palermo). La risposta giusta è quella indicata dall'ente; il commento che la spiega è nostro.

Quanti quesiti ha la banca dati del manuale?

La banca dati del concorso ha 3000 quesiti. In questa pagina ne vedi 25; gli altri si allenano nel simulatore.

Posso allenarmi a tempo?

Sì. Il simulatore del concorso mescola le domande e le opzioni a ogni prova e corregge alla fine, con il commento di ogni risposta.

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