Quiz Responsabilita professionale e sicurezza delle cure
Pagina aggiornata il 22 ottobre 2026. Manuale rivisto da Hana N., Quality Reviewer.
Qui trovi 23 quiz su Responsabilita professionale e sicurezza delle cure (Legislazione e organizzazione della professione infermieristica) per il concorso 60 Infermieri ASP Palermo, presi dalla banca dati del nostro manuale (quesiti pubblicati dall'ente (ASP Palermo)). Prova a rispondere prima, poi apri la risposta con il commento. Per allenarti a tempo usa il simulatore.
| Prove | serie di quiz a risposta multipla sulle materie previste per le prove d'esameBando · letto il 20 ottobre 2026 |
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| Prova scritta | serie di quiz a risposta multipla sulle materie previste per le prove d'esame. Per superarla: ammessi alla prova successiva i primi 550 candidati in graduatoriaBando · letto il 20 ottobre 2026 |
| Banca dati | 3000 quesiti pubblicati dall'enteASP Palermo · letto il 20 ottobre 2026 |
23 quiz su Responsabilita professionale e sicurezza delle cure con risposta e commento
1. Un OSS esperto svolge abitualmente un'attività standardizzata. Nel paziente cui dovrebbe essere attribuita sono però comparse nuove condizioni cliniche che ne rendono meno prevedibile l'esecuzione. Qual è la condotta più appropriata? (quesito 97)
- A) Mantenere l'attribuzione aumentando la supervisione durante l'esecuzione.
- B) Sospendere l'attività solo se cambia tecnicamente la procedura.
- C) Confermare l'attribuzione se l'OSS conosce bene la procedura prevista.
- D) Riconsiderare l'attribuzione alla luce delle nuove condizioni cliniche.
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Risposta giusta: D) Riconsiderare l'attribuzione alla luce delle nuove condizioni cliniche.
L'attribuzione di un'attività al supporto dipende dalle condizioni del paziente e dalla prevedibilità dell'esecuzione: nuove condizioni cliniche impongono di rivalutare l'assegnazione. La sola supervisione o la conoscenza della procedura non bastano; non serve attendere un cambio tecnico.
2. Durante un'attività attribuita a personale di supporto viene rilevato un dato inatteso potenzialmente rilevante per le condizioni del paziente. Qual è la condotta più appropriata dell'infermiere? (quesito 99)
- A) Verificare il dato e assumerlo nella propria valutazione assistenziale.
- B) Chiedere all'operatore di ripetere la rilevazione e attendere conferma prima di intervenire.
- C) Registrarlo come osservazione del personale di supporto e rivalutarlo al controllo previsto.
- D) Considerarlo attendibile se l'operatore è esperto e aumentare la sorveglianza.
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Risposta giusta: A) Verificare il dato e assumerlo nella propria valutazione assistenziale.
Il dato inatteso rilevato dal supporto va verificato e assunto dall'infermiere nella propria valutazione, perché la responsabilità assistenziale resta dell'infermiere. Registrarlo come osservazione altrui, ripetere senza intervenire o fidarsi dell'esperienza non garantiscono la presa in carico.
3. Secondo l'art. 1 della legge 8 marzo 2017, n. 24, quale affermazione descrive correttamente la sicurezza delle cure? (quesito 181)
- A) È parte costitutiva del diritto alla salute ed è perseguita nell'interesse dell'individuo e della collettività.
- B) È una componente dell'attività sanitaria finalizzata prevalentemente alla prevenzione degli eventi avversi e sentinella.
- C) È una funzione organizzativa collegata alla gestione del rischio clinico e alla tutela assicurativa dell'azienda.
- D) È una responsabilità specifica dei professionisti formalmente incaricati delle funzioni aziendali di gestione del rischio.
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Risposta giusta: A) È parte costitutiva del diritto alla salute ed è perseguita nell'interesse dell'individuo e della collettività.
L'art. 1 della legge 24/2017 definisce la sicurezza delle cure come parte costitutiva del diritto alla salute, perseguita nell'interesse dell'individuo e della collettività. Non è solo prevenzione di eventi, funzione assicurativa o compito esclusivo dei gestori del rischio.
4. Secondo l'art. 1, comma 2, della legge 24/2017, la sicurezza delle cure si realizza anche attraverso: (quesito 182)
- A) Le attività di prevenzione e gestione del rischio connesso all'erogazione delle prestazioni sanitarie.
- B) L'applicazione delle raccomandazioni professionali e dei protocolli aziendali come principali strumenti di prevenzione.
- C) La gestione del contenzioso e l'analisi degli eventi avversi ai fini del miglioramento organizzativo.
- D) Il monitoraggio degli eventi con danno e dei near miss per orientare gli interventi nelle aree a maggiore criticità.
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Risposta giusta: A) Le attività di prevenzione e gestione del rischio connesso all'erogazione delle prestazioni sanitarie.
L'art. 1, comma 2, della legge 24/2017 indica che la sicurezza delle cure si realizza anche attraverso le attività di prevenzione e gestione del rischio connesso all'erogazione delle prestazioni sanitarie. Monitoraggio, raccomandazioni e contenzioso non sono la formula della norma.
5. Un trasferimento letto-poltrona è stato affidato a un OSS dopo valutazione infermieristica. L'OSS segnala una nuova difficoltà del paziente, lo mantiene in sicurezza e non ripete il tentativo. Secondo l'art. 39 del Codice deontologico FNOPI 2025, quale responsabilità resta all'infermiere nell'attività affidata? (quesito 650)
- A) Verificare la corretta tecnica dell'OSS, lasciando a quest'ultimo la decisione sulla nuova assistenza necessaria perché ha osservato direttamente la difficoltà del paziente.
- B) Trasmettere la segnalazione al medico, considerando la rivalutazione dell'assistenza di esclusiva competenza medica perché la difficoltà è comparsa dopo l'affidamento dell'attività all'OSS.
- C) Pianificare, supervisionare e verificare l'attività affidata, integrando la segnalazione dell'OSS nella rivalutazione infermieristica dei bisogni e delle modalità di assistenza al paziente.
- D) Registrare la segnalazione dell'OSS, considerando conclusa la propria responsabilità di supervisione dopo che l'attività è stata correttamente affidata sulla base della valutazione iniziale.
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Risposta giusta: C) Pianificare, supervisionare e verificare l'attività affidata, integrando la segnalazione dell'OSS nella rivalutazione infermieristica dei bisogni e delle modalità di assistenza al paziente.
L'affidamento all'OSS non trasferisce la responsabilità infermieristica: l'infermiere pianifica, supervisiona e verifica, integrando la segnalazione nella rivalutazione dei bisogni. Delegare la decisione all'OSS o al medico o chiudere la supervisione dopo l'affidamento è errato.
6. Quale legge disciplina specificamente la sicurezza delle cure e la responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie? (quesito 705)
- A) Legge 8 marzo 2017, n. 24.
- B) Legge 22 dicembre 2017, n. 219.
- C) Legge 23 dicembre 1978, n. 833.
- D) Legge 26 febbraio 1999, n. 42.
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Risposta giusta: A) Legge 8 marzo 2017, n. 24.
La legge 24/2017 (Gelli-Bianco) disciplina sicurezza delle cure e responsabilità professionale. La 219/2017 riguarda consenso e fine vita, la 42/1999 l'ordinamento professionale, la 833/1978 il Servizio sanitario nazionale.
7. Secondo l'art. 5 della legge 24/2017, a cosa si attengono gli esercenti le professioni sanitarie nell'esecuzione delle prestazioni? (quesito 706)
- A) Alle linee guida internazionali più recenti, anche se non recepite nel sistema.
- B) Alle indicazioni del professionista più esperto presente nel turno di servizio.
- C) Alle raccomandazioni delle linee guida previste e, in mancanza, alle buone pratiche.
- D) Alle sole procedure interne approvate dalla direzione aziendale della struttura.
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Risposta giusta: C) Alle raccomandazioni delle linee guida previste e, in mancanza, alle buone pratiche.
L'art. 5 della legge 24/2017 richiama le raccomandazioni contenute nelle linee guida previste e, in mancanza, le buone pratiche. Non valgono solo procedure interne, pareri del collega più esperto o linee guida non recepite.
8. L'infermiere riceve una disposizione che ritiene possa compromettere la sicurezza del paziente. Qual è la condotta più appropriata? (quesito 715)
- A) Valutare criticamente la situazione, rappresentare il rischio e attivare i livelli professionali/organizzativi appropriati.
- B) Eseguire la disposizione e documentare successivamente le proprie perplessità professionali.
- C) Confrontarsi con un collega e procedere se la valutazione del rischio è condivisa.
- D) Sospendere l'attività e richiedere direttamente una nuova disposizione senza rappresentare il rischio rilevato.
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Risposta giusta: A) Valutare criticamente la situazione, rappresentare il rischio e attivare i livelli professionali/organizzativi appropriati.
Di fronte a una disposizione che può compromettere la sicurezza, l'infermiere valuta criticamente, rappresenta il rischio e attiva i livelli professionali e organizzativi. Eseguire e documentare dopo, o cercare solo un collega, non tutela il paziente.
9. Un'attività assistenziale appropriata viene attribuita a personale di supporto. Le condizioni della persona cambiano durante il turno. Quale responsabilità infermieristica resta centrale? (quesito 716)
- A) Rivalutare condizioni ed esiti e ridefinire attribuzione e supervisione in rapporto al cambiamento.
- B) Verificare che esista una procedura scritta e usare l'esito dell'attività come unico criterio di controllo.
- C) Mantenere l'attribuzione finché l'operatore non segnala difficoltà nell'esecuzione.
- D) Controllare la tecnica dell'operatore, lasciandogli la decisione sull'adeguatezza dell'attività rispetto al nuovo quadro.
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Risposta giusta: A) Rivalutare condizioni ed esiti e ridefinire attribuzione e supervisione in rapporto al cambiamento.
La responsabilità infermieristica non si esaurisce con l'attribuzione: se le condizioni cambiano, occorre rivalutare e ridefinire compiti e supervisione. Non basta controllare la tecnica lasciando all'operatore la decisione sull'adeguatezza, né attendere che segnali difficoltà.
10. L'attribuzione di un'attività a un operatore di supporto: (quesito 717)
- A) Consente di non rivalutare l'attività quando l'operatore possiede esperienza documentata.
- B) Lascia all'infermiere la responsabilità della valutazione, ma trasferisce all'operatore quella sull'esito dell'attività attribuita.
- C) Trasferisce la responsabilità sull'esecuzione e concentra quella infermieristica sulla pianificazione iniziale.
- D) Non elimina la responsabilità infermieristica relativa alla valutazione, pianificazione e supervisione di competenza.
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Risposta giusta: D) Non elimina la responsabilità infermieristica relativa alla valutazione, pianificazione e supervisione di competenza.
L'attribuzione a personale di supporto riguarda l'esecuzione materiale, ma valutazione, pianificazione e supervisione restano di competenza infermieristica. Non trasferisce la responsabilità dell'esito all'operatore e non esonera dalla rivalutazione, anche con esperienza documentata.
11. L'infermiere rileva un peggioramento clinico significativo ma non ottiene risposta dal primo livello contattato. Qual è la condotta più coerente con responsabilità e sicurezza? (quesito 726)
- A) Completare prima gli interventi infermieristici già programmati e poi attivare il livello successivo.
- B) Proseguire in tempi rapidi l'escalation attraverso i livelli previsti.
- C) Richiedere una seconda valutazione infermieristica e procedere oltre se il collega conferma il peggioramento.
- D) Ripetere la valutazione a breve e ricontattare prevalentemente lo stesso livello finché non risponde.
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Risposta giusta: B) Proseguire in tempi rapidi l'escalation attraverso i livelli previsti.
Se il primo livello non risponde, occorre proseguire rapidamente l'escalation secondo i livelli previsti. Ripetere lo stesso contatto, completare prima altre attività o attendere una seconda conferma ritarda un intervento necessario e sicuro.
12. In un'équipe multiprofessionale, chi risponde delle decisioni assistenziali assunte autonomamente dall'infermiere nell'ambito delle proprie competenze? (quesito 730)
- A) L'infermiere che le assume, secondo le proprie responsabilità professionali.
- B) Esclusivamente il medico che coordina il percorso clinico.
- C) Il professionista con maggiore anzianità di servizio, indipendentemente dal ruolo.
- D) Esclusivamente il coordinatore infermieristico, anche quando non partecipa alla decisione.
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Risposta giusta: A) L'infermiere che le assume, secondo le proprie responsabilità professionali.
Delle decisioni assunte autonomamente nell'ambito delle proprie competenze risponde l'infermiere che le ha prese. Non il medico coordinatore, né il coordinatore infermieristico estraneo alla decisione, né chi ha maggiore anzianità.
13. Di fronte a un'attività necessaria per la quale non possiede competenza adeguata, quale condotta è più appropriata? (quesito 736)
- A) Attribuire l'attività all'operatore di supporto più esperto, mantenendo una supervisione generale.
- B) Rinviare l'attività al turno successivo, quando sarà presente un collega con la competenza necessaria.
- C) Eseguire comunque l'attività seguendo la procedura scritta, chiedendo supervisione solo in caso di difficoltà.
- D) Riconoscere il limite, attivare un professionista competente e organizzare l'assistenza in sicurezza.
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Risposta giusta: D) Riconoscere il limite, attivare un professionista competente e organizzare l'assistenza in sicurezza.
Chi non ha competenza adeguata deve riconoscere il limite, attivare un professionista competente e organizzare l'assistenza in sicurezza. Eseguire comunque, rinviare al turno dopo o delegare all'operatore di supporto non sono condotte appropriate.
14. Due operatori di supporto hanno esperienza diversa e assistono persone con livelli di complessità differenti. Come deve essere modulata la supervisione infermieristica? (quesito 738)
- A) Soprattutto in base al numero di volte in cui l'operatore ha già eseguito l'attività.
- B) Può essere minima quando esiste una procedura scritta e l'operatore ha già eseguito correttamente l'attività.
- C) Con una frequenza standard per attività, aumentandola dopo un errore o un evento avverso.
- D) In base a complessità dell'attività, condizioni della persona, competenza dell'operatore e andamento dell'assistenza.
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Risposta giusta: D) In base a complessità dell'attività, condizioni della persona, competenza dell'operatore e andamento dell'assistenza.
La supervisione va modulata su complessità dell'attività, condizioni della persona, competenza dell'operatore e andamento dell'assistenza. Non su numero di esecuzioni, frequenza standard o sola esistenza di una procedura scritta.
15. Un protocollo non può sostituire: (quesito 749)
- A) La standardizzazione dei passaggi essenziali di una procedura assistenziale.
- B) Il giudizio professionale necessario ad applicarlo al singolo caso.
- C) La formazione necessaria per applicare correttamente le indicazioni operative.
- D) La documentazione delle attività previste e delle eventuali deviazioni motivate.
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Risposta giusta: B) Il giudizio professionale necessario ad applicarlo al singolo caso.
Il protocollo standardizza i passaggi e richiede formazione e documentazione, ma non può sostituire il giudizio professionale che lo adatta al singolo caso. Le altre opzioni sono funzioni proprie del protocollo, non ciò che esso sostituisce.
16. Un professionista riceve l'ordine informale di omettere una misura di sicurezza per accelerare il lavoro. Quale comportamento è più appropriato? (quesito 2456)
- A) Eseguire l'ordine se proviene da un superiore gerarchico e documentarlo successivamente.
- B) Applicare l'ordine ai pazienti considerati a basso rischio.
- C) Segnalare la criticità e mantenere la misura di sicurezza.
- D) Rifiutare l'intero turno per evitare il coinvolgimento nella decisione contestata.
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Risposta giusta: C) Segnalare la criticità e mantenere la misura di sicurezza.
Un ordine informale che riduce la sicurezza va segnalato e la misura va mantenuta. Rifiutare l'intero turno non tutela i pazienti. Applicare l'ordine ai casi a basso rischio espone comunque a rischio. La provenienza gerarchica non rende legittimo un ordine non sicuro.
17. Quale situazione rende meno appropriata l'attribuzione di un'attività a un operatore di supporto? (quesito 2457)
- A) L'attività è standardizzata, la persona è stabile e sono chiari i dati da osservare e riferire
- B) Il compito è compatibile con ruolo, competenze dell'operatore e piano assistenziale definito
- C) L'operatore ha dimostrato competenza nell'attività e sono definiti limiti e modalità di supervisione
- D) La persona è instabile e l'attività richiede valutazione clinica o interpretazione dei dati
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Risposta giusta: D) La persona è instabile e l'attività richiede valutazione clinica o interpretazione dei dati
L'attribuzione all'operatore di supporto è inappropriata quando la persona è instabile e serve valutazione clinica o interpretazione dei dati, attività riservate all'infermiere. Le altre situazioni descrivono condizioni favorevoli: attività standardizzata, competenza dimostrata, compito compatibile con ruolo e piano.
18. Un'attività attribuita a un operatore di supporto può produrre esiti diversi in base alle condizioni della persona. Quale comportamento dell'infermiere è più appropriato? (quesito 2458)
- A) Ripetere personalmente l'attività dopo l'operatore per confermare il risultato.
- B) Chiedere all'operatore di decidere autonomamente quando modificare il piano assistenziale.
- C) Limitarsi a verificare che l'attività sia stata eseguita entro il turno.
- D) Definire cosa osservare e riferire e una supervisione coerente con rischio e variabilità.
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Risposta giusta: D) Definire cosa osservare e riferire e una supervisione coerente con rischio e variabilità.
Con esiti variabili l'infermiere deve definire cosa osservare e riferire e garantire supervisione proporzionata a rischio e variabilità. Verificare solo l'esecuzione è insufficiente. Ripetere l'attività non è supervisione. L'operatore di supporto non modifica autonomamente il piano.
19. Un compito viene omesso perché due professionisti ritengono reciprocamente che spetti all'altro. Quale problema organizzativo-etico emerge principalmente? (quesito 2460)
- A) Mancata chiarezza di ruoli, responsabilità e comunicazione all'interno del processo assistenziale condiviso.
- B) Eccessiva autonomia individuale, che dovrebbe essere sostituita da istruzioni operative dettagliate per ogni situazione.
- C) Attribuire il problema soprattutto alla motivazione dei professionisti coinvolti, lasciando in secondo piano l'organizzazione del lavoro.
- D) Assegnare stabilmente ogni paziente a un unico referente operativo, riducendo le attività condivise tra professionisti.
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Risposta giusta: A) Mancata chiarezza di ruoli, responsabilità e comunicazione all'interno del processo assistenziale condiviso.
L'omissione per reciproca attribuzione segnala mancanza di chiarezza su ruoli, responsabilità e comunicazione nel processo condiviso. Non è primariamente questione di motivazione, né si risolve con referente unico o istruzioni dettagliate per ogni caso.
20. Un infermiere osserva in un collega segni evidenti di alterazione che potrebbero compromettere la sicurezza durante l'assistenza. Qual è la priorità? (quesito 2461)
- A) Proteggere immediatamente le persone assistite e attivare i canali organizzativi appropriati.
- B) Aspettare un errore concreto, perché intervenire prima potrebbe ledere ingiustamente la reputazione del collega.
- C) Confrontarsi con gli altri pazienti per verificare se abbiano notato comportamenti insoliti.
- D) Pubblicare un avviso nel gruppo di lavoro per ottenere rapidamente un consenso sulla situazione.
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Risposta giusta: A) Proteggere immediatamente le persone assistite e attivare i canali organizzativi appropriati.
La priorità è proteggere subito le persone assistite e attivare i canali organizzativi. Attendere un errore concreto espone a rischio. Confrontarsi con i pazienti viola riservatezza. Pubblicare un avviso nel gruppo non è il canale appropriato.
21. Un professionista osserva un collega compiere ripetutamente una pratica non sicura, già discussa senza cambiamento. Quale passo è più appropriato? (quesito 2462)
- A) Sostituirsi stabilmente al collega nelle attività a rischio senza affrontare il problema.
- B) Evitare ulteriori interventi finché il collega non riceva una contestazione formale da parte di un paziente.
- C) Escalare la criticità attraverso i canali organizzativi previsti, documentando gli episodi osservati.
- D) Continuare a correggere informalmente ogni episodio senza coinvolgere il sistema organizzativo.
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Risposta giusta: C) Escalare la criticità attraverso i canali organizzativi previsti, documentando gli episodi osservati.
Se la pratica non sicura persiste dopo il confronto, va escalata ai canali organizzativi documentando gli episodi. Correggere informalmente ogni volta non risolve. Attendere una contestazione del paziente è tardivo. Sostituirsi stabilmente non affronta il problema.
22. Un collega riconosce un errore, è molto scosso ma collabora pienamente alla gestione dell'evento. Quale risposta dell'équipe è più appropriata? (quesito 2463)
- A) Garantire sicurezza e analisi dell'evento, offrendo supporto senza annullare l'accountability.
- B) Evitare di discutere l'evento con lui per non aumentare il disagio emotivo.
- C) Affidargli subito attività più complesse per ripristinare rapidamente la fiducia professionale.
- D) Escluderlo dalle attività assistenziali per un periodo prestabilito prima di completare la valutazione dell'evento.
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Risposta giusta: A) Garantire sicurezza e analisi dell'evento, offrendo supporto senza annullare l'accountability.
Serve garantire sicurezza e analisi dell'evento, offrendo supporto al collega senza annullare l'accountability. Escluderlo a priori non è corretto. Evitare di parlarne ostacola l'apprendimento. Affidargli subito attività complesse non è prudente.
23. Due professionisti competenti interpretano diversamente una situazione non urgente. Quale modalità di confronto è più appropriata? (quesito 2499)
- A) Evitare di coinvolgere la persona assistita finché il team non raggiunga unanimità.
- B) Registrare entrambe le opinioni e lasciare che il problema venga risolto dal turno successivo.
- C) Confrontare dati, criteri, rischi e obiettivi cercando una decisione esplicita e tracciabile.
- D) Scegliere l'opinione più prudente senza discuterne i presupposti.
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Risposta giusta: C) Confrontare dati, criteri, rischi e obiettivi cercando una decisione esplicita e tracciabile.
Il confronto corretto compara dati, criteri, rischi e obiettivi e porta a una decisione esplicita e tracciabile. Non si sceglie l'opzione più prudente senza discussione, né si rinvia al turno o si esclude la persona assistita.
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