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Quiz L'infermiere di famiglia e di comunità

Pagina aggiornata il 22 ottobre 2026. Manuale rivisto da Hana N., Quality Reviewer.

Qui trovi 25 quiz di L'infermiere di famiglia e di comunità per il concorso 60 Infermieri ASP Palermo, presi dalla banca dati del nostro manuale: quesiti pubblicati dall'ente (ASP Palermo). Prova a rispondere prima, poi apri la risposta: ogni domanda ha la soluzione giusta e un commento che spiega perché. Per allenarti a tempo usa il simulatore.

La prova in breve
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Prova scrittaserie di quiz a risposta multipla sulle materie previste per le prove d'esame. Per superarla: ammessi alla prova successiva i primi 550 candidati in graduatoriaBando · letto il 20 ottobre 2026
Banca dati3000 quesiti pubblicati dall'enteASP Palermo · letto il 20 ottobre 2026

25 quiz di L'infermiere di famiglia e di comunità con risposta e commento

  1. 1. Durante una visita domiciliare l'IFeC rileva peggioramento dell'autonomia e caregiver in difficoltà, mentre i parametri clinici restano stabili. Qual è la risposta più appropriata? (quesito 765)

    • A) Rivalutare bisogni e rischi e integrare nel piano i servizi o professionisti necessari.
    • B) Concentrarsi sul monitoraggio clinico, rinviando la valutazione del caregiver al successivo accesso.
    • C) Indicare al caregiver di contattare il medico curante se il peggioramento dell'autonomia prosegue.
    • D) Mantenere il piano invariato, poiché i parametri clinici stabili non indicano un aumento del rischio.
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    Risposta giusta: A) Rivalutare bisogni e rischi e integrare nel piano i servizi o professionisti necessari.

    Parametri stabili non escludono aumento del rischio: autonomia peggiorata e caregiver in difficoltà richiedono rivalutazione di bisogni e rischi e integrazione nel piano dei servizi necessari. Non si mantiene invariato né si rinvia.

  2. 2. Durante una valutazione domiciliare una persona fragile è clinicamente stabile, ma vive sola, ha difficoltà nella gestione della terapia e ridotta autonomia nelle attività quotidiane. Quale valutazione è più appropriata? (quesito 786)

    • A) Partire dai problemi già documentati e verificare soprattutto l'aderenza alle indicazioni ricevute.
    • B) Integrare bisogni, autonomia, gestione terapeutica, rete di supporto e risposta della persona.
    • C) Concentrarsi su diagnosi, terapia e appuntamenti, approfondendo gli aspetti sociali se il quadro clinico peggiora.
    • D) Rilevare parametri e autonomia, rinviando la valutazione della rete familiare al successivo accesso.
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    Risposta giusta: B) Integrare bisogni, autonomia, gestione terapeutica, rete di supporto e risposta della persona.

    La valutazione infermieristica territoriale deve integrare bisogni clinici, autonomia, gestione terapeutica, rete di supporto e risposta della persona. Focalizzarsi solo su diagnosi, parametri o aderenza trascura i determinanti che rendono fragile il domicilio.

  3. 3. Una persona seguita a domicilio è stabile, autonoma nella gestione e senza eventi critici da diversi mesi. Come va modulato il follow-up? (quesito 800)

    • A) Rivalutare rischio e bisogni e modulare intensità e frequenza del follow-up, mantenendo criteri chiari di riattivazione.
    • B) Mantenere invariata la frequenza dei controlli per evitare che la stabilità riduca la continuità assistenziale.
    • C) Ridurre i contatti programmati mantenendo invariato il resto del piano, senza una nuova valutazione complessiva.
    • D) Concludere la presa in carico e lasciare alla persona il compito di ricontattare il servizio se necessario.
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    Risposta giusta: A) Rivalutare rischio e bisogni e modulare intensità e frequenza del follow-up, mantenendo criteri chiari di riattivazione.

    La stabilità prolungata richiede rivalutazione di rischio e bisogni, con modulazione di intensità e frequenza e criteri chiari di riattivazione. Mantenere invariato, concludere la presa in carico o ridurre i contatti senza valutazione complessiva non è corretto.

  4. 4. Nel caso di riduzione di un evento dal 10% al 5%, quale affermazione descrive la riduzione relativa? (quesito 2314)

    • A) È 10% perché si riferisce alla popolazione di partenza
    • B) È 5% perché coincide con la differenza assoluta
    • C) Non può essere calcolata senza il numero totale dei partecipanti
    • D) È 50% rispetto al rischio iniziale
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    Risposta giusta: D) È 50% rispetto al rischio iniziale

    La riduzione relativa rapporta la differenza al rischio iniziale: (10 - 5)/10 = 50%. Non è la differenza assoluta di 5 punti, non è il 10% e si calcola senza bisogno del numero totale dei partecipanti.

  5. 5. Una persona fuori dalla fascia di età prevista chiede lo stesso screening offerto dal programma organizzato. Qual è la risposta più appropriata? (quesito 2326)

    • A) Negare la valutazione perché la persona non rientra nel programma organizzato, senza considerare il rischio individuale.
    • B) Eseguire comunque il test per garantire equità di accesso.
    • C) Distinguere screening di popolazione e valutazione clinica individuale.
    • D) Sostituire il test con un esame più sensibile senza considerare le raccomandazioni.
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    Risposta giusta: C) Distinguere screening di popolazione e valutazione clinica individuale.

    Screening organizzato e valutazione clinica individuale sono percorsi distinti: fuori fascia si valuta il rischio personale. Negare senza valutare, sostituire il test o eseguirlo per equità confondono i due livelli.

  6. 6. Un risultato dubbio porta a ripetuti accertamenti invasivi senza evidenza di malattia. Quale concetto preventivo è più rilevante? (quesito 2337)

    • A) Considerare gli accertamenti irrilevanti perché il risultato finale è negativo.
    • B) Aumentare la frequenza dei controlli per giustificare gli esami già eseguiti.
    • C) Considerare i danni della cascata diagnostica nel bilancio dello screening.
    • D) Attribuire il problema prevalentemente all'ansia della persona.
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    Risposta giusta: C) Considerare i danni della cascata diagnostica nel bilancio dello screening.

    La cascata diagnostica è un danno dello screening da mettere nel bilancio benefici-danni. Aumentare i controlli, ignorare gli accertamenti o attribuire tutto all'ansia non affrontano il problema.

  7. 7. Nel counseling sull'igiene delle mani, quale messaggio è più efficace? (quesito 2349)

    • A) Legare l'igiene ai momenti di rischio con una tecnica praticabile.
    • B) Sostituire il lavaggio con l'uso di guanti nelle attività domestiche.
    • C) Usare prodotti antibatterici come principale mezzo di prevenzione.
    • D) Raccomandare disinfezione continua delle mani anche in assenza di indicazione.
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    Risposta giusta: A) Legare l'igiene ai momenti di rischio con una tecnica praticabile.

    Il counseling efficace collega l'igiene delle mani ai momenti di rischio reali con una tecnica semplice e praticabile. Disinfezione continua, guanti al posto del lavaggio e antibatterici come mezzo principale non sono raccomandati.

  8. 8. Perché l'orizzonte temporale è importante quando si comunica un rischio preventivo? (quesito 2356)

    • A) Perché rende inutili le frequenze naturali.
    • B) Perché modifica la sensibilità del test.
    • C) Perché una probabilità senza periodo è fraintendibile.
    • D) Perché consente di sostituire il rischio assoluto con quello relativo.
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    Risposta giusta: C) Perché una probabilità senza periodo è fraintendibile.

    Una probabilità senza periodo di riferimento è ambigua e fraintendibile. L'orizzonte temporale non sostituisce il rischio assoluto con quello relativo, non rende inutili le frequenze né cambia la sensibilità del test.

  9. 9. Perché i programmi possono prevedere un'età oltre la quale lo screening routinario non è più raccomandato? (quesito 2364)

    • A) Perché le prestazioni analitiche del test decadono progressivamente con l'età anagrafica
    • B) Perché con l'età la prevalenza della patologia tende a diventare trascurabile nella popolazione
    • C) Perché oltre una certa età la patologia ricercata non risponde più ai trattamenti disponibili
    • D) Perché beneficio, aspettativa di vita e rischi cambiano il rapporto beneficio-danno
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    Risposta giusta: D) Perché beneficio, aspettativa di vita e rischi cambiano il rapporto beneficio-danno

    Oltre una certa età beneficio, aspettativa di vita e rischi modificano il rapporto beneficio-danno. Non perché la patologia non risponda ai trattamenti, la prevalenza sia trascurabile o il test decada con l'età.

  10. 10. Quale informazione è essenziale nella tracciabilità di una vaccinazione? (quesito 2368)

    • A) Nome dell'operatore e unità di servizio, anche senza identificazione del prodotto
    • B) Sede anatomica e lato della somministrazione, indipendentemente dal prodotto utilizzato
    • C) Data prevista per la dose successiva e indicazioni educative consegnate alla persona
    • D) Prodotto e lotto, data, dose e dati necessari alla tracciabilità
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    Risposta giusta: D) Prodotto e lotto, data, dose e dati necessari alla tracciabilità

    La tracciabilità richiede prodotto e lotto, data, dose e i dati necessari. Sede e lato senza prodotto, nome dell'operatore senza prodotto, o solo data della dose successiva non bastano a tracciare la vaccinazione.

  11. 11. Nel contact tracing, quale informazione è più rilevante per definire i contatti da gestire? (quesito 2375)

    • A) Tipo, durata e timing dell'esposizione rispetto al periodo di contagiosità.
    • B) La presenza di sintomi nei contatti, considerata più importante del tipo e del timing dell'esposizione.
    • C) La vicinanza geografica generica.
    • D) La sola conoscenza personale del caso.
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    Risposta giusta: A) Tipo, durata e timing dell'esposizione rispetto al periodo di contagiosità.

    Il contatto si definisce in base a tipo, durata e momento dell'esposizione rispetto al periodo di contagiosità del caso. La sola conoscenza personale, la vicinanza geografica generica e i sintomi senza valutare l'esposizione non bastano.

  12. 12. Di fronte a una falsa informazione molto diffusa, quale strategia è più appropriata? (quesito 2378)

    • A) Evitare una risposta pubblica per non amplificare ulteriormente la falsa informazione.
    • B) Ridicolizzare chi la condivide per ridurne la credibilità.
    • C) Ripeterla molte volte per confutarla punto per punto.
    • D) Correggere con informazioni verificabili, indicando il dato corretto e la fonte.
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    Risposta giusta: D) Correggere con informazioni verificabili, indicando il dato corretto e la fonte.

    La correzione efficace offre il dato verificabile con la fonte, senza ripetere il falso. Ripeterlo lo rafforza, ridicolizzare chi lo condivide è controproducente e il silenzio lascia spazio alla disinformazione.

  13. 13. Un servizio vuole ridurre l'impatto ambientale senza ridurre la sicurezza. Quale approccio è più appropriato? (quesito 2394)

    • A) Eliminare dispositivi monouso anche quando necessari.
    • B) Misurare il costo economico degli interventi.
    • C) Individuare pratiche a basso valore e alternative sicure.
    • D) Ridurre le procedure di igiene perché consumano materiali.
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    Risposta giusta: C) Individuare pratiche a basso valore e alternative sicure.

    Si individuano pratiche a basso valore e alternative sicure, riducendo l'impatto senza compromettere la sicurezza. Eliminare monouso necessari, misurare solo il costo o ridurre l'igiene sono scelte inappropriate.

  14. 14. Durante una presa in carico emergono difficoltà economiche, isolamento e scarsa aderenza. Qual è l'impostazione più appropriata? (quesito 2606)

    • A) Integrare gli interventi sanitari e sociali in due piani coordinati ma con obiettivi indipendenti.
    • B) Integrare la rete sul problema economico, mantenendo l'isolamento come bisogno da rivalutare in seguito.
    • C) Integrare valutazione infermieristica e rete sociosanitaria, attivando le risorse pertinenti ai bisogni.
    • D) Integrare valutazione infermieristica e rete sociale, dando priorità iniziale al problema di aderenza.
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    Risposta giusta: C) Integrare valutazione infermieristica e rete sociosanitaria, attivando le risorse pertinenti ai bisogni.

    Bisogni economici, isolamento e aderenza vanno affrontati integrando valutazione infermieristica e rete sociosanitaria, attivando le risorse pertinenti. Le altre opzioni danno priorità a un solo problema o separano obiettivi e interventi.

  15. 15. Due persone richiedono un contatto IFeC: una chiede informazioni su un ausilio, l'altra ha recente dimissione, vive sola e non comprende il nuovo schema terapeutico. Chi richiede priorità? (quesito 2615)

    • A) La persona appena dimessa, per il rischio di discontinuità e di gestione non sicura della terapia.
    • B) Entrambe allo stesso livello, perché l'IFeC non può graduare le priorità senza indicazione medica.
    • C) La persona che chiede l'ausilio, perché la domanda è più definita e immediatamente risolvibile.
    • D) La persona appena dimessa dopo il primo controllo del MMG, per evitare sovrapposizioni.
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    Risposta giusta: A) La persona appena dimessa, per il rischio di discontinuità e di gestione non sicura della terapia.

    La persona appena dimessa, sola e incerta sulla terapia ha priorità per il rischio di discontinuità e gestione non sicura. La richiesta di ausilio è definita e può attendere; non serve indicazione medica per graduare.

  16. 16. Quale comportamento è più coerente con il coinvolgimento attivo della persona? (quesito 2636)

    • A) Delegare al caregiver la scelta quando il piano riguarda anche l'organizzazione familiare.
    • B) Esplorare preferenze e valori dopo aver definito le opzioni compatibili col percorso standard.
    • C) Presentare opzioni comprensibili, esplorare preferenze e concordare una scelta sicura.
    • D) Presentare le alternative appropriate e raccomandare quella ritenuta più sicura dal professionista.
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    Risposta giusta: C) Presentare opzioni comprensibili, esplorare preferenze e concordare una scelta sicura.

    Coinvolgere significa presentare opzioni comprensibili, esplorare preferenze e concordare una scelta sicura. Raccomandare, definire prima le opzioni o delegare al caregiver riduce la partecipazione.

  17. 17. Per quale obiettivo l'IFeC può mettere in rete persone con problemi simili? (quesito 2659)

    • A) Favorire supporto reciproco in particolare per condividere informazioni comuni sulla patologia.
    • B) Favorire la riduzione dell'isolamento mettendo in contatto persone con bisogni analoghi.
    • C) Favorire confronto tra esperienze mantenendo il professionista come fonte delle strategie operative.
    • D) Favorire supporto reciproco, condivisione di strategie efficaci e capacità di self-management.
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    Risposta giusta: D) Favorire supporto reciproco, condivisione di strategie efficaci e capacità di self-management.

    La messa in rete mira a supporto reciproco, condivisione di strategie e self-management. Le altre opzioni si limitano a informazione, riduzione dell'isolamento o confronto con professionista come unica fonte.

  18. 18. Un nuovo intervento educativo viene proposto nel distretto. Qual è l'approccio più appropriato dell'IFeC? (quesito 2682)

    • A) Valutarne l'applicabilità con un progetto pilota prima di adattarlo alle preferenze della popolazione.
    • B) Valutarne le evidenze e adottarlo se ha prodotto risultati positivi in contesti territoriali simili.
    • C) Valutarne la standardizzabilità e la coerenza con le priorità organizzative del distretto.
    • D) Valutarne evidenze, applicabilità al contesto e coerenza con bisogni e preferenze.
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    Risposta giusta: D) Valutarne evidenze, applicabilità al contesto e coerenza con bisogni e preferenze.

    L'approccio corretto integra evidenze, applicabilità al contesto locale e coerenza con bisogni e preferenze della popolazione. Valutare solo i risultati altrove, solo un pilot o solo la standardizzazione trascura elementi essenziali.

  19. 19. Nel modello IFeC, 'prossimità' indica soprattutto: (quesito 2690)

    • A) Collocazione fisica dell'ambulatorio a breve distanza dal domicilio degli utenti.
    • B) Essere vicino ai contesti di vita e accessibile rispetto ai bisogni reali.
    • C) Possibilità di contattare direttamente l'IFeC senza passaggi amministrativi.
    • D) Frequenza elevata di visite domiciliari nelle persone fragili.
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    Risposta giusta: B) Essere vicino ai contesti di vita e accessibile rispetto ai bisogni reali.

    La prossimità indica vicinanza ai contesti di vita e accessibilità rispetto ai bisogni reali, non solo distanza fisica dell'ambulatorio, contatto diretto o frequenza delle visite domiciliari.

  20. 20. Una persona con diabete, BPCO e artrosi riferisce che il piano di cura è diventato difficile da seguire. Qual è la priorità dell'IFeC? (quesito 2701)

    • A) Valutare carico terapeutico, priorità personali e capacità di gestione quotidiana.
    • B) Aumentare i controlli domiciliari finché la persona non dimostra maggiore autonomia.
    • C) Valutare il carico terapeutico concentrando il piano sulla patologia a maggior rischio.
    • D) Rafforzare l'aderenza al percorso previsto per la patologia con maggiore rischio clinico.
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    Risposta giusta: A) Valutare carico terapeutico, priorità personali e capacità di gestione quotidiana.

    Con multimorbilità il piano va adattato: si valutano carico terapeutico, priorità della persona e capacità di gestione quotidiana. Concentrarsi su una sola patologia o aumentare i controlli non risolve la difficoltà riferita.

  21. 21. Una persona assume correttamente la terapia ma non riesce a cucinare pasti adeguati. Quale interpretazione è più appropriata? (quesito 2712)

    • A) La priorità è verificare se la dieta prescritta sia realmente necessaria al quadro clinico.
    • B) La gestione domiciliare è in parte compromessa: vanno valutati capacità e supporti.
    • C) Il problema è sociale e non modifica la presa in carico infermieristica.
    • D) Il problema riguarda la sola alimentazione e non la gestione complessiva della cronicità.
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    Risposta giusta: B) La gestione domiciliare è in parte compromessa: vanno valutati capacità e supporti.

    Assumere la terapia ma non riuscire a cucinare pasti adeguati indica gestione domiciliare parzialmente compromessa: vanno valutate capacità e supporti. Non è solo questione alimentare o sociale, né basta rivedere la dieta.

  22. 22. Quale intervento è più appropriato davanti a dimenticanze occasionali legate a una routine irregolare? (quesito 2729)

    • A) Costruire con la persona un promemoria compatibile con le sue abitudini reali.
    • B) Affidare la preparazione delle dosi a un familiare disponibile durante la settimana.
    • C) Aumentare le spiegazioni sugli effetti clinici delle dosi dimenticate.
    • D) Programmare telefonate quotidiane del servizio nei giorni considerati a rischio.
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    Risposta giusta: A) Costruire con la persona un promemoria compatibile con le sue abitudini reali.

    Dimenticanze occasionali legate a routine irregolare si affrontano costruendo con la persona un promemoria adatto alle sue abitudini reali. Telefonate quotidiane, più spiegazioni o delega al familiare sono sproporzionati o non risolutivi.

  23. 23. Quale esito indica meglio che la persona è preparata a gestire un possibile peggioramento? (quesito 2749)

    • A) Partecipa regolarmente alle visite programmate senza aver avuto nuovi accessi urgenti.
    • B) Registra quotidianamente i parametri richiesti nel diario domiciliare.
    • C) Sa riconoscere i segnali concordati e applicare correttamente il percorso di risposta.
    • D) Conosce il numero di telefono del servizio e lo conserva in un luogo accessibile.
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    Risposta giusta: C) Sa riconoscere i segnali concordati e applicare correttamente il percorso di risposta.

    La preparazione si dimostra nella capacità di riconoscere i segnali concordati e seguire il percorso di risposta. Avere il numero, registrare parametri o partecipare alle visite sono comportamenti utili ma non provano la gestione attiva del peggioramento.

  24. 24. Una persona riferisce tosse durante i pasti e recente calo ponderale. Qual è la priorità? (quesito 2768)

    • A) Aumentare l'apporto calorico con integratori fino alla valutazione specialistica.
    • B) Consigliare cibi più morbidi e osservare se la tosse si riduce nei giorni successivi.
    • C) Ridurre la quantità di liquidi ai pasti per diminuire la tosse.
    • D) Considerare disfagia e attivare una valutazione appropriata in tempi adeguati.
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    Risposta giusta: D) Considerare disfagia e attivare una valutazione appropriata in tempi adeguati.

    Tosse durante i pasti con calo ponderale fa sospettare disfagia: serve valutazione appropriata e tempestiva. Cibi morbidi in osservazione, integratori o riduzione dei liquidi sono misure parziali che ritardano la valutazione.

  25. 25. Una persona fragile usa un deambulatore, assume sedativi e riferisce due quasi-cadute notturne. Qual è la valutazione più completa? (quesito 2794)

    • A) Numero di risvegli notturni e disponibilità del caregiver ad accompagnarla.
    • B) Pressione arteriosa in ortostatismo e orario di assunzione dei farmaci sedativi.
    • C) Tecnica di utilizzo del deambulatore e presenza di ostacoli nel tragitto verso il bagno.
    • D) Farmaci, sintomi posturali, percorso notturno e uso dell'ausilio.
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    Risposta giusta: D) Farmaci, sintomi posturali, percorso notturno e uso dell'ausilio.

    Le quasi-cadute notturne richiedono una valutazione multifattoriale: sedativi, ipotensione ortostatica, percorso notturno e corretto uso del deambulatore. Le altre opzioni esaminano un solo fattore e trascurano l'interazione tra farmaci, ambiente e ausilio.

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Domande frequenti

Questi quiz sono quelli ufficiali?

Sono quesiti pubblicati dall'ente (ASP Palermo). La risposta giusta è quella indicata dall'ente; il commento che la spiega è nostro.

Quanti quesiti ha la banca dati del manuale?

La banca dati del concorso ha 3000 quesiti. In questa pagina ne vedi 25; gli altri si allenano nel simulatore.

Posso allenarmi a tempo?

Sì. Il simulatore del concorso mescola le domande e le opzioni a ogni prova e corregge alla fine, con il commento di ogni risposta.

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