Quiz L'infermiere di famiglia e di comunità: ruolo
Pagina aggiornata il 22 ottobre 2026. Manuale rivisto da Hana N., Quality Reviewer.
Qui trovi 21 quiz su L'infermiere di famiglia e di comunità: ruolo e competenze (L'infermiere di famiglia e di comunità) per il concorso 60 Infermieri ASP Palermo, presi dalla banca dati del nostro manuale (quesiti pubblicati dall'ente (ASP Palermo)). Prova a rispondere prima, poi apri la risposta con il commento. Per allenarti a tempo usa il simulatore.
| Prove | serie di quiz a risposta multipla sulle materie previste per le prove d'esameBando · letto il 20 ottobre 2026 |
|---|---|
| Prova scritta | serie di quiz a risposta multipla sulle materie previste per le prove d'esame. Per superarla: ammessi alla prova successiva i primi 550 candidati in graduatoriaBando · letto il 20 ottobre 2026 |
| Banca dati | 3000 quesiti pubblicati dall'enteASP Palermo · letto il 20 ottobre 2026 |
21 quiz su L'infermiere di famiglia e di comunità: ruolo e competenze con risposta e commento
1. Una Casa della Comunità segue una popolazione con bisogni cronici, fragilità e interventi domiciliari. Quale contributo descrive meglio l'IFeC nel modello del DM 77/2022? (quesito 751)
- A) Coordinare direttamente tutti gli interventi sanitari e sociali della popolazione assegnata.
- B) Assistere a diversi livelli di complessità, in collaborazione con professionisti e servizi della rete.
- C) Garantire continuità infermieristica alle persone già formalmente inserite in assistenza domiciliare.
- D) Occuparsi dei bisogni individuali, lasciando gli interventi di comunità ai servizi di prevenzione.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: B) Assistere a diversi livelli di complessità, in collaborazione con professionisti e servizi della rete.
L'IFeC nel DM 77/2022 assiste a diversi livelli di complessità collaborando con professionisti e servizi della rete. Non si limita ai già presi in carico, non coordina da solo tutti gli interventi e non trascura la comunità.
2. L'azione dell'IFeC si rivolge: (quesito 752)
- A) Alla persona e alla famiglia, mentre gli interventi di comunità competono alle strutture di prevenzione.
- B) Prioritariamente alle persone fragili già prese in carico dai servizi territoriali.
- C) Alla popolazione con bisogni cronici, mentre i bisogni occasionali restano alle cure primarie.
- D) Alla persona, alla famiglia e alla comunità, con approccio proattivo e di prossimità.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: D) Alla persona, alla famiglia e alla comunità, con approccio proattivo e di prossimità.
L'IFeC agisce su persona, famiglia e comunità con approccio proattivo e di prossimità. Non si rivolge solo ai fragili già presi in carico, non esclude i bisogni occasionali e non separa la comunità dalla prevenzione.
3. Un elemento distintivo dell'approccio proattivo dell'IFeC è: (quesito 757)
- A) Intervenire tempestivamente sulle richieste che la persona rivolge spontaneamente ai servizi.
- B) Attivare il follow-up dopo ogni accesso in pronto soccorso o ricovero non programmato.
- C) Programmare controlli a cadenza fissa, intensificandoli quando la persona segnala un peggioramento.
- D) Intercettare bisogni e rischi prima che determinino riacutizzazioni o perdita di autonomia.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: D) Intercettare bisogni e rischi prima che determinino riacutizzazioni o perdita di autonomia.
L'approccio proattivo intercetta bisogni e rischi prima che causino riacutizzazioni o perdita di autonomia. Non è programmare controlli fissi, né reagire alle richieste spontanee o attivare follow-up solo dopo accessi in pronto soccorso.
4. La prospettiva di comunità dell'IFeC implica anche: (quesito 762)
- A) Privilegiare le prestazioni domiciliari programmate, evitando interventi rivolti a gruppi o popolazioni.
- B) Analizzare soprattutto la domanda espressa dai singoli utenti, rinviando i determinanti di comunità alla programmazione distrettuale.
- C) Concentrare l'attività sugli assistiti già noti ai servizi e sui bisogni individuali formalmente segnalati.
- D) Leggere bisogni e determinanti di salute della popolazione di riferimento e promuovere interventi appropriati.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: D) Leggere bisogni e determinanti di salute della popolazione di riferimento e promuovere interventi appropriati.
La prospettiva di comunità implica leggere bisogni e determinanti di salute della popolazione e promuovere interventi appropriati. Non si limita agli assistiti noti, alle prestazioni domiciliari o alla sola domanda espressa.
5. Quale intervento è coerente con la dimensione comunitaria dell'IFeC? (quesito 780)
- A) Concentrarsi sull'assistenza domiciliare alle persone già prese in carico, rinviando la prevenzione collettiva ai servizi dedicati.
- B) Collaborare a iniziative di prevenzione e promozione della salute basate sui bisogni della comunità.
- C) Limitare gli interventi di gruppo alle persone con patologie croniche già note ai servizi territoriali.
- D) Partecipare a iniziative di prevenzione quando derivano da specifiche prescrizioni o programmi clinici individuali.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: B) Collaborare a iniziative di prevenzione e promozione della salute basate sui bisogni della comunità.
La dimensione comunitaria dell'IFeC si esprime nella prevenzione e promozione della salute basate sui bisogni della collettività. Limitarsi al domicilio, alla prescrizione individuale o ai soli cronici già noti restringe il ruolo alla sola dimensione clinica.
6. Se durante la presa in carico emerge un bisogno che supera le competenze dell'IFeC, quale condotta è più appropriata? (quesito 795)
- A) Indicare alla persona il servizio competente e verificarne l'attivazione nel successivo contatto programmato.
- B) Proseguire gli interventi infermieristici già previsti e portare il bisogno alla successiva riunione multiprofessionale prima di attivare altre risorse.
- C) Trasferire la gestione dello specifico problema al servizio specialistico e sospendere il raccordo infermieristico finché non viene definito un nuovo piano.
- D) Attivare il professionista o servizio competente, mantenendo il raccordo assistenziale e la continuità della presa in carico.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: D) Attivare il professionista o servizio competente, mantenendo il raccordo assistenziale e la continuità della presa in carico.
Se il bisogno supera le competenze, si attiva il professionista o servizio competente mantenendo raccordo e continuità della presa in carico. Trasferire e sospendere il raccordo, rimandare alla riunione o solo indicare il servizio interrompono la continuità.
7. In un territorio con alta prevalenza di fragilità, quale elemento distingue maggiormente l'azione dell'IFeC da una mera erogazione di prestazioni infermieristiche? (quesito 2601)
- A) Integra assistenza e prevenzione sui bisogni sanitari già espressi.
- B) Integra assistenza, prevenzione e rete sui bisogni di persona e comunità.
- C) Coordina prestazioni e follow-up dei casi fragili, separando i bisogni sociali.
- D) Assicura continuità infermieristica sui percorsi già attivati nel territorio.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: B) Integra assistenza, prevenzione e rete sui bisogni di persona e comunità.
L'IFeC integra assistenza, prevenzione e rete guardando ai bisogni della persona e della comunità, non solo a quelli già espressi. Le altre opzioni separano i bisogni sociali o si limitano a coordinare percorsi già attivi.
8. Una persona cronica clinicamente stabile riferisce difficoltà a orientarsi tra servizi sanitari e sociali. Qual è l'intervento più coerente con il ruolo dell'IFeC? (quesito 2602)
- A) Attivare il percorso specialistico della patologia e valutare poi i bisogni sociali.
- B) Valutare il bisogno e orientare al servizio sanitario prevalente, con raccordo sociale successivo.
- C) Fornire educazione e informazioni sui servizi, lasciando il coordinamento al case manager.
- D) Valutare il bisogno, orientare ai servizi appropriati e facilitarne il raccordo nel tempo.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: D) Valutare il bisogno, orientare ai servizi appropriati e facilitarne il raccordo nel tempo.
Il ruolo dell'IFeC è valutare il bisogno, orientare ai servizi appropriati e facilitare il raccordo nel tempo, sanitari e sociali insieme. Le altre opzioni separano i due ambiti o delegano il coordinamento ad altri.
9. Quale criterio è più appropriato per individuare un target prioritario dell'IFeC in una fase di implementazione non ancora capillare? (quesito 2603)
- A) Volume delle richieste spontanee e tempi medi di risposta dei servizi territoriali.
- B) Bisogni locali e volume delle richieste spontanee, con priorità ai problemi già espressi.
- C) Dati epidemiologico-demografici e bisogni locali, con priorità alle fragilità.
- D) Disponibilità immediata di prestazioni infermieristiche standardizzate.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: C) Dati epidemiologico-demografici e bisogni locali, con priorità alle fragilità.
Il target si individua con dati epidemiologico-demografici e bisogni locali, dando priorità alle fragilità. Le altre opzioni si basano su richieste spontanee, prestazioni standard o tempi di risposta, non sui bisogni reali.
10. L'IFeC opera con una popolazione di riferimento. Quale affermazione descrive meglio il suo target? (quesito 2604)
- A) Cittadini sani e malati, con priorità definita dalla presenza di una patologia cronica documentata.
- B) Persone fragili o croniche già note ai servizi, con estensione progressiva agli altri cittadini.
- C) Cittadini con bisogni sanitari o sociali già formalizzati, graduati per intensità assistenziale.
- D) Cittadini sani e malati, con priorità definite secondo fragilità, rischio e bisogni del territorio.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: D) Cittadini sani e malati, con priorità definite secondo fragilità, rischio e bisogni del territorio.
Il target comprende cittadini sani e malati, con priorità secondo fragilità, rischio e bisogni del territorio. Le altre opzioni restringono il target a patologie documentate, bisogni già formalizzati o persone già note ai servizi.
11. In una comunità con molte persone anziane che vivono sole, quale approccio è più coerente con la sanità di iniziativa dell'IFeC? (quesito 2605)
- A) Contattare prioritariamente gli anziani con ricoveri recenti o alto uso dei servizi.
- B) Programmare contatti periodici per fasce d'età con un protocollo iniziale comune.
- C) Usare dati e segnali di fragilità per intercettare persone a rischio prima dell'urgenza.
- D) Concentrare gli accessi domiciliari sulle persone che hanno già avuto un ricovero recente.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: C) Usare dati e segnali di fragilità per intercettare persone a rischio prima dell'urgenza.
La sanità di iniziativa usa dati e segnali di fragilità per intercettare il rischio prima dell'urgenza. Le altre opzioni intervengono dopo ricoveri o si basano solo su fasce d'età, senza criteri di rischio.
12. Quale situazione rappresenta meglio una funzione integrata e aggiuntiva dell'IFeC rispetto a un modello puramente prestazionale? (quesito 2609)
- A) Sostenere self-care e collegare i servizi, rivalutando la persona quando compare una nuova domanda assistenziale.
- B) Valutare i bisogni, sostenere il self-care, collegare i servizi e monitorare gli esiti nel tempo.
- C) Valutare bisogni e sostenere self-care, lasciando il monitoraggio degli esiti al servizio titolare del percorso.
- D) Valutare bisogni e collegare i servizi, concentrando la continuità sulle prestazioni infermieristiche già attive.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: B) Valutare i bisogni, sostenere il self-care, collegare i servizi e monitorare gli esiti nel tempo.
La funzione integrata e aggiuntiva comprende valutazione dei bisogni, sostegno al self-care, collegamento dei servizi e monitoraggio degli esiti nel tempo. Le altre opzioni escludono il monitoraggio o limitano la continuità.
13. Perché l'IFeC può intervenire anche con persone sane? (quesito 2639)
- A) Per identificare precocemente condizioni che richiedono successiva valutazione clinica o specialistica.
- B) Per promozione della salute, prevenzione, identificazione precoce dei rischi e sviluppo delle capacità individuali.
- C) Per sviluppare capacità individuali attraverso interventi preventivi programmati dal distretto.
- D) Per promozione della salute e prevenzione rivolte ai cittadini che presentano già fattori di rischio modificabili.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: B) Per promozione della salute, prevenzione, identificazione precoce dei rischi e sviluppo delle capacità individuali.
L'IFeC opera anche con persone sane per promozione della salute, prevenzione, identificazione precoce dei rischi e sviluppo delle capacità individuali. Le altre opzioni sono parziali.
14. Che cosa implica valutare i bisogni 'in tutte le fasi della vita'? (quesito 2640)
- A) Adattare prevenzione ed educazione all'età, senza modificare gli obiettivi principali.
- B) Adattare la frequenza dei contatti alla fase di vita, usando gli stessi domini valutativi e obiettivi.
- C) Adattare prevenzione, educazione e presa in carico a fase di vita, rischi e contesto.
- D) Adattare la presa in carico alle transizioni di vita considerate più a rischio dal percorso territoriale.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: C) Adattare prevenzione, educazione e presa in carico a fase di vita, rischi e contesto.
Valutare in tutte le fasi della vita significa adattare prevenzione, educazione e presa in carico a fase di vita, rischi e contesto. Adattare solo età o frequenza è riduttivo.
15. Una persona con ridotta mobilità non riesce a raggiungere l'ambulatorio; il caregiver segnala difficoltà nelle attività assistenziali a casa. Quale intervento permette di osservare direttamente l'ambiente domestico e le modalità concrete di assistenza? (quesito 2649)
- A) Inviare soltanto materiale educativo per posta senza valutare il contesto.
- B) Richiedere obbligatoriamente una visita ambulatoriale nonostante l'impossibilità di spostamento.
- C) Presumere che il problema sia esclusivamente sociale e non richieda valutazione assistenziale.
- D) Programmare una valutazione domiciliare della persona, del caregiver e del contesto abitativo.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: D) Programmare una valutazione domiciliare della persona, del caregiver e del contesto abitativo.
Solo la valutazione domiciliare permette di osservare direttamente ambiente e modalità assistenziali del caregiver. Materiale per posta, visita ambulatoriale impossibile e lettura solo sociale non rispondono al bisogno osservativo.
16. Qual è il contributo essenziale del case management nel ruolo IFeC? (quesito 2652)
- A) Sostituire i singoli professionisti nelle decisioni operative per ridurre la frammentazione.
- B) Integrare bisogni, interventi e professionisti coinvolti, verificando nel tempo continuità e risultati.
- C) Attribuire a ciascun servizio una parte indipendente del piano e controllarne l'esecuzione.
- D) Centralizzare tutte le comunicazioni con la persona attraverso un referente designato come canale esclusivo.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: B) Integrare bisogni, interventi e professionisti coinvolti, verificando nel tempo continuità e risultati.
Il case management integra bisogni, interventi e professionisti e verifica continuità e risultati nel tempo. Non sostituisce i professionisti, non centralizza come canale esclusivo né isola parti del piano.
17. Quando la teleassistenza è appropriata nel percorso IFeC? (quesito 2661)
- A) Quando risponde a un bisogno, è utilizzabile e integra piano e criteri di escalation.
- B) Quando il monitoraggio remoto consente di ridurre accessi in presenza di stabilità clinica.
- C) Quando servono controlli frequenti e il contatto remoto può sostituire parte delle rivalutazioni.
- D) Quando la persona dispone di tecnologia adeguata e il caregiver garantisce le rilevazioni.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: A) Quando risponde a un bisogno, è utilizzabile e integra piano e criteri di escalation.
La teleassistenza è appropriata quando risponde a un bisogno, è utilizzabile e si integra nel piano con criteri di escalation. Disponibilità tecnologica o riduzione degli accessi da sole non bastano.
18. Qual è il limite principale di un dato trasmesso a distanza senza un piano interpretativo? (quesito 2662)
- A) Può produrre dati senza decisioni conseguenti se mancano soglie, responsabilità e azioni definite.
- B) Può produrre allarmi non significativi che aumentano il carico di rivalutazione del servizio.
- C) Può produrre informazioni utili ma poco tempestive se la frequenza di invio non è ben definita.
- D) Può produrre molti dati ma con scarsa confrontabilità se cambiano strumenti o setting di rilevazione.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: A) Può produrre dati senza decisioni conseguenti se mancano soglie, responsabilità e azioni definite.
Senza soglie, responsabilità e azioni definite il dato remoto non produce decisioni conseguenti. Le altre opzioni descrivono limiti secondari (confrontabilità, allarmi, tempestività) non il nodo principale.
19. Una persona ad alto rischio non usa smartphone e ha bassa alfabetizzazione digitale. Qual è la risposta più appropriata? (quesito 2663)
- A) Adattare il monitoraggio alle capacità, evitando che la tecnologia diventi una barriera.
- B) Preferire un monitoraggio in presenza e rivalutare l'opzione digitale più avanti.
- C) Escluderla dal telemonitoraggio e mantenerla in un percorso ambulatoriale.
- D) Adattare il monitoraggio coinvolgendo un familiare nella gestione tecnica del dispositivo.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: A) Adattare il monitoraggio alle capacità, evitando che la tecnologia diventi una barriera.
La risposta corretta adatta il monitoraggio alle capacità della persona, evitando che la tecnologia diventi barriera. Escludere o rimandare non tutela l'alto rischio; delegare al familiare non basta.
20. Perché la documentazione IFeC deve includere anche aspetti sociali e di rete rilevanti? (quesito 2666)
- A) Perché permettono di distinguere gli interventi sanitari da quelli sociali e della rete informale.
- B) Perché completano la documentazione del caso anche quando non modificano direttamente il piano.
- C) Perché incidono su rischio, sostenibilità, decisioni assistenziali ed esiti complessivi della presa in carico.
- D) Perché descrivono il contesto della persona e facilitano il passaggio di informazioni ai servizi sociali.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: C) Perché incidono su rischio, sostenibilità, decisioni assistenziali ed esiti complessivi della presa in carico.
Gli aspetti sociali e di rete incidono su rischio, sostenibilità, decisioni ed esiti, quindi vanno documentati. Le altre opzioni li riducono a contesto, distinzione o completamento formale.
21. Quale competenza è centrale per l'IFeC? (quesito 2681)
- A) Identificare le patologie che richiedono maggiore intensità di monitoraggio.
- B) Valutare i problemi assistenziali della persona e raccordarsi per gli aspetti sociali.
- C) Valutare persona e famiglia con strumenti validati, integrando poi gli aspetti di comunità.
- D) Valutare persona, famiglia e comunità integrando rischi, risorse e determinanti.
Mostra risposta e commento
Risposta giusta: D) Valutare persona, famiglia e comunità integrando rischi, risorse e determinanti.
La competenza centrale dell'IFeC è la valutazione integrata di persona, famiglia e comunità, considerando rischi, risorse e determinanti. Valutare solo la persona, o solo gli aspetti sociali, o le patologie da monitorare è riduttivo.
Vuoi allenarti a tempo? Usa il simulatore del concorso oppure fai il test Sono pronto?.
Altri quiz del concorso 60 Infermieri ASP Palermo
- Concorso 60 Infermieri ASP Palermo: bando, prove e date
- Sono pronto? Il test a tempo
- Quiz di L'infermiere di famiglia e di comunità: tutta la materia
- Quiz su La Casa della Comunità e i modelli organizzativi territoriali
- Quiz di Infermieristica clinica generale e specialistica
- Quiz di Legislazione e organizzazione della professione infermieristica
- Quiz di Informatica
- Quiz di Lingua inglese
Il manuale del concorso 60 Infermieri ASP Palermo
Teoria, tutti i quesiti commentati e il simulatore a tempo in un solo manuale, aggiornato al bando.
Vedi il manualeDomande frequenti
Questi quiz sono quelli ufficiali?
Sono quesiti pubblicati dall'ente (ASP Palermo). La risposta giusta è quella indicata dall'ente; il commento che la spiega è nostro.
Quanti quesiti ha la banca dati del manuale?
La banca dati del concorso ha 3000 quesiti. In questa pagina ne vedi 21; gli altri si allenano nel simulatore.
Posso allenarmi a tempo?
Sì. Il simulatore del concorso mescola le domande e le opzioni a ogni prova e corregge alla fine, con il commento di ogni risposta.
Come è fatta la prova del concorso 60 Infermieri ASP Palermo?
serie di quiz a risposta multipla sulle materie previste per le prove d'esame
PrepMaster Digital non è collegato a ASP Palermo. Requisiti, date e prove vengono dal bando ufficiale su inPA (letto il 23 ottobre 2026)): in caso di dubbio vale il bando.